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La nostra cultura in merito all’approccio ai malati e alle malattie è stata negli anni recenti interamente rivoluzionata. Fino a qualche decina d’anni fa, era impensabile vedere camici colorati e nasi rossi in giro per i reparti ospedalieri. La clown-terapia era considerata una bella teoria e i risvolti positivi del sorriso e dell’empatia sul processo di guarigione del malato, erano normalmente riservati al suo ambiente familiare.

Patch Adams ha infranto un muro. Il suo esempio è d’ispirazione continua per ogni clown-dottore che, indossato il camice colorato e il naso rosso, entra in ospedale e si avvicina ai malati in modo totalmente diverso. L’effetto positivo della sdrammatizzazione di un evento, che può essere più o meno traumatico, quale un ricovero ospedaliero, è ormai riconosciuto. I clown vengono dapprima guardati con sorpresa, poi il senso del ridicolo prende il sopravvento e diventa un generatore seriale di sorrisi.

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L’Azienda Ospedaliera di Verona ha aperto le porte, ormai da alcuni anni, dapprima del reparto di pediatria e, man mano, anche di altri reparti, ai clown-dottori delle associazioni che operano a Verona e in provincia.

Oggi è arrivato il riconoscimento più bello. Dalle mani del Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera, Dott. Caffi e alla presenza della Dott.ssa Viviana Olivieri, coordinatore scientifico e organizzativo degli stage, alcuni rappresentanti di Essere Clown Verona e di Progetto Sorriso, rigorosamente in camice colorato e naso rosso, hanno ricevuto una targa di riconoscimento per i servizi svolti e per l’aiuto nell’organizzazione del Premio Filippo Basile 2013. Un’ammissione “ufficiale” che l’attività svolta dai clown-dottori è considerata benefica per i malati e per le loro famiglie. Per dirlo con le parole del Dott. Caffi, “il vero cambiamento culturale si è avuto quando si è passati dal bambino all'adulto. Il bambino è abituato al gioco, l'adulto è più scettico, ma l'azione su di lui, alla lunga, si vede e da risultati”. Senza contare la ripercussione positiva anche sugli operatori sanitari, medici e infermieri, che trovano giovamento dall’attività dei clown-dottori e ne traggono spunto per rapportarsi ai pazienti in modo diverso. Operatori stessi che hanno partecipato con grande entusiasmo ai corsi di formazione, organizzati dall’Azienda,  che hanno avuto proprio come tema il valore del sorriso. 

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